Valutazione in vitro dell’attività biologica di T4N5 nel danno cutaneo da raggi UV
R. Di Liddo, C. Peggion, B. Biondi, F. Formaggio, A. Belloni Fortina, F. Caroppo, J. Song, R.M. Carr, A.Cividini, U.Citernesi
Nell’ultimo decennio sono state proposte numerose strategie per contrastare i danni indotti dai raggi UV in soggetti affetti da Xeroderma Pigmentosum (XP), una rara genodermatosi autosomica recessiva caratterizzata da elevata fotosensibilità, prematuro invecchiamento della pelle e alterazioni nella riparazione del DNA.
Caratterizzata da una incidenza variabile da continente a continente, la malattia XP comporta una elevata predisposizione allo sviluppo di neoplasie cutanee, (melanomi, basaliomi, carcinomi a cellule squamose).
Ad oggi, non esiste una terapia specifica e la cura dei pazienti XP prevede un programma di prevenzione dell’esposizione al sole con creme solari, occhiali da sole, cappelli, vestiti adeguati, filtri UV in plastica e l’individuazione precoce e la rimozione dei tumori cutanei.
Tra i dispositivi medici che garantiscono la fotoprotezione, la formulazione di liposomi che combina un fattore di protezione della pelle (SPF) molto elevato (50+) e l’enzima fotoliasi o T4 endonucleasi V (T4N5) ha dimostrato grande efficacia nella riparazione dei fotoprodotti del DNA [ciclobutene pirimidina dimeri (CPD), (6-4) fotoprodotti (6-4 PP)].
Nel presente lavoro, si riporta la caratterizzazione in vitro dell’attività biologica di una formulazione di liposomi veicolanti T4N5 in colture di fibroblasti dermici isolati da un bambino italiano affetto da XP e sottoposto per quattro anni, a partire dalla diagnosi della malattia, al trattamento topico a base di fotoliasi e T4N5.
Rosa Di Liddo