Confronto tra chirurgia microscopicamente controllata secondo Mohs-Tubingen e staged excision nel trattamento della lentigo maligna del distretto testa-collo: studio retrospettivo bicentrico
F.Scarfì -I.Savarese-C.Cardinali-A.Gori- V.Berruti-G.Garavello- M.Biancalani- A. Calcinai- G.Venturi- F.Taviti
La gestione chirurgica della Lentigo Maligna (LM) può essere difficile a causa dell’iperplasia melanocitica giunzionale atipica che può estendersi oltre i margini visibili della lesione clinica. L’ultima versione delle linee guida del NCCN sul melanoma indica che l’escissione chirurgica e la successiva radicalizzazione sono il gold-standard per il trattamento del melanoma asportato.
Tuttavia, la chirurgia micrografica di Mohs con le sue varianti (Tubingen e Muffin) e altri metodi chirurgici, come la staged excision (SE), possono essere considerati selettivamente per melanomi in situ o minimamente invasivi (pT1a) in aree anatomiche selezionate: viso, cuoio capelluto, orecchie e zone acrali.
Sulla base della letteratura scientifica, MMS o SE hanno tassi di controllo locale elevati nella LM. Scopo del nostro studio è stato quello di analizzare se ci fosse una differenza tra MMS e SE nel trattamento della LM del distretto testa-collo. È stato eseguito uno studio retrospettivo dei casi di LM trattati con MMS tubingen e SE presso gli Ospedali Santo Stefano di Prato e San Jacopo di Pistoia nel periodo che va dal 1° settembre 2021 al 1° Gennaio 2024.
Durante il periodo considerato per lo studio, un totale di 45 pazienti è stato soggetto a escissione di LM istologicamente confermata con MMS Tubingen o SE.
Dopo la prima incisione, l’78% degli interventi chirurgici presentava margini liberi, il 22% ha necessitato di un secondo ciclo e di questi il 25% di una terza re-escissione. Non si sono verificati eventi avversi gravi o complicazioni legate alle procedure chirurgiche. Dopo un follow-up medio di 8 mesi, nessun paziente ha avuto una recidiva.
Non sono state osservate differenze significative tra MMS e SE.
Federica Scarfì