Considerazioni medico-legali nella dermatoscopia del melanoma
A. Michelario, V. Bolcato
La dermatoscopia, come tecnica diagnostica non invasiva, è diventata fondamentale per la diagnosi precoce del melanoma cutaneo. Tuttavia, la sfida rimane nell’individuazione di melanomi che appaiono clinicamente e dermatoscopicamente indistinguibili dai nevi. Questo problema è particolarmente evidente nei pazienti affetti dalla sindrome del nevo displastico. Per affrontare il problema, è pratica comune eseguire il follow-up dermatoscopico delle lesioni atipiche, avvalendosi di strumenti come la videodermatoscopia (VDS) e la total body photography (TBP). Tuttavia, è essenziale che i pazienti comprendano appieno la logica di questi metodi, evitando fraintendimenti riguardo al monitoraggio delle lesioni.
È importante sottolineare loro che il rischio di evoluzione maligna di un nevo è basso e che il nevo “atipico” potrebbe essere nei fatti un melanoma non ancora distinguibile dagli altri nevi. La discrepanza di aspettative tra paziente e dermatologo può incidere sulla relazione medico-paziente, con possibili conseguenze. Durante il follow-up, l’uso di queste tecniche alza la soglia del dermatologo per l’esecuzione di biopsie su lesioni pigmentate sospette, portando a una diminuzione della sensibilità nella diagnosi iniziale, ma aumentando la specificità e l’accuratezza nella successiva valutazione.
Per ottenere risultati ottimali, è fondamentale che i pazienti rispettino i tempi del follow-up. Tuttavia, studi dimostrano che la compliance dei pazienti diminuisce significativamente durante le visite di controllo a lungo termine. La conservazione delle immagini delle lesioni è un aspetto cruciale del processo diagnostico, richiedendo il consenso informato dei pazienti. La VDS e l’imaging dermatoscopico sequenziale richiedono un’approfondita informazione e un consenso scritto adeguato, soprattutto in un contesto legale. La consapevolezza degli aspetti medico-legali di queste metodiche può fornire una maggiore sicurezza per il paziente e tranquillità sia per il paziente che per il medico. Inoltre, stimolare una discussione costruttiva e proporre modi per ridurre il rischio di controversie sarebbe di grande utilità nelle organizzazioni del settore.
Andrea Michelerio