Congresso Nazionale ADOI

Cute e intestino: un collegamento da manuale

Cosimo CHERVEDDU 1, Gabriele BIONDI 2, Maria A. MONTESU 2, Rosanna R. SATTA 2

Il pioderma gangrenoso (PG) è una rara malattia infiammatoria cutanea a patogenesi complessa, classificata fra le dermatosi neutrofiliche. Nel 50% dei pazienti si associa a malattie sistemiche: disturbi ematologici, artriti o malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD).

Il significato dell’associazione tra pioderma gangrenoso e malattie sistemiche è poco conosciuto, ma si ipotizza che sia l’autoinfiamammazione il comune denominatore. Il PG può precedere la malattia sistemica, presentarsi in corso di patologia nota, oppure insorgere durante una sua riacutizzazione.

Presentiamo il caso di una paziente di 60 anni, seguita presso la chirurgia vascolare per un’ulcera cronica della gamba che, data la persistenza della lesione, viene indirizzata al nostro centro. In regione pretibiale si osserva una placca ulcerata, con area periferica cribrata e bordi d’avanzamento sottominati di colore violaceo.

I tamponi cutanei per ricerca germi comuni, miceti e micobatteri sono risultati negativi. Si esegue biopsia cutanea, il cui referto istologico descrive necrosi, con infiltrato flogistico di granulociti neutrofili nel derma, cellule giganti plurinucleate e alterazioni capillari: la lesione appare compatibile con pioderma gangrenoso.

All’anamnesi la paziente riferisce un alvo diarroico con episodi di dolore addominale, diarrea ematica e calo ponderale. Si sospetta perciò una IBD associata al pioderma. L’esame parassitologico delle feci riscontra positività a Giardia Intestinalis e Blastocystis Hominis, microrganismi la cui proliferazione a livello intestinale potrebbe fungere da trigger per lo sviluppo e le riattivazioni di malattia infiammatoria cronica intestinale nei soggetti predisposti.

La TC addome segnala linfoadenopatia mesenterica e ispessimento della parete colica di verosimile natura flogistica. Vista la positività della calprotectina fecale e del sangue occulto nelle feci, si pratica colonscopia con prelievi bioptici multipli che confermano il sospetto di Morbo di Crohn.

Si instaura, perciò, terapia corticosteroidea ad alto dosaggio e terapia eradicante con Metronidazolo, ottenendo un progressivo miglioramento del quadro clinico gastroenterico e cutaneo.

Cosimo Cherveddu

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