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Eosinophilic, polymorphic, and pruritic eruption associated with radiotherapy syndrome: un caso clinico

Eosinophilic, polymorphic, and pruritic eruption associated with radiotherapy syndrome: un caso clinico

A. Guglielmo (1), L. Fagotto (1), G. Stinco (1), L. D’Alì (2)

Presentiamo il caso di una donna di 67 anni affetta da carcinoma squamocellulare HPV-positivo della cervice uterina trattata con cisplatino e radioterapia (95 Gy totali). Una settimana prima del completamento della radioterapia aveva sviluppato un rash polimorfo diffuso e pruriginoso caratterizzato da papule eritematose crostose e rare vescicole, localizzato principalmente gli arti superiori e inferiori. La paziente negava punture di insetti o l’assunzione di nuovi farmaci.

Gli esami di laboratorio, inclusi anticorpi anti-BP180/230 e anti-desmogleina 1/3, sono risultati negativi. La dermatoscopia ha mostrato una papula rosata con vasi polimorfi dilatati e circondata da un collaretto desquamativo biancastro.

Una biopsia punch eseguita a partire da una lesione del braccio ha rivelato una vescicola subepidermica associata a un infiltrato superficiale e profondo con anche disposizione perineurale e perieccrina. L’integrazione del dato anamnestico, clinico-dermatoscopico, laboratoristico e soprattutto l’esame istologico ha permesso di formulare la diagnosi di “eosinophilic, polymorphic, and pruritic eruption associated with radiotherapy (EPPER) syndrome”.

La sindrome EPPER è caratterizzata da un’eruzione cutanea pruriginosa diffusa e si osserva generalmente nelle pazienti oncologiche durante la radioterapia o dopo il suo completamento.

La diagnosi differenziale con altre dermatosi caratterizzate da eosinofili, tra cui eczema, pemfigoide bolloso, reazioni bollose a punture di insetti o reazioni avverse ai farmaci, potrebbe essere difficile e una valutazione attenta della storia clinica, dell’esame cutaneo e dell’istologia sono fondamentali per ottenere la diagnosi.

Alba Guglielmo

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