Eruzione esantematica da dicumarolici: un caso di difficile gestione
A.Bianconi, E.Marchesini, L.Bianchi, K.Hansel, L. Stingeni
Presentiamo il caso di un paziente di 79 anni, giunto alla nostra osservazione per un’eruzione ad iniziale partenza dagli arti inferiori e successiva estensione al tronco, estremamente pruriginosa, insorta un mese dopo l’inizio di terapia con warfarin, farmaco introdotto in profilassi tromboembolica a seguito di intervento cardio-chirurgico di sostituzione valvolare.
A causa dell’insorgenza del quadro e nel sospetto di una reazione avversa a farmaco, warfarin veniva sostituito con acenocumarolo, con accentuazione della sintomatologia e comparsa di eosinofilia ingravescente. In accordo con i colleghi internisti e cardiochirurghi, la terapia anticoagulante veniva sospesa, mantenendo il paziente in stretto follow-up, anche considerando l’impossibilità di sostituire dicumarolici con NAO in relazione al quadro cardiologico del paziente.
Il quadro persisteva comunque per oltre 2 mesi, con alterne fasi di remissione e riacutizzazione, nonostante terapia steroidea ed antistaminica sistemica. Il paziente veniva successivamente sottoposto ad iter allergodiagnostico che confermava l’eziologia iatrogena della manifestazione. Sulla base dei dati clinico-anamnestici e laboratoristici veniva posta diagnosi di possibile DRESS (drug rash with eosinofilia and systemic symptoms) syndrome da dicumarolo.
Le reazioni avverse da anticoagulanti dicumarolici sono estremamente rare e le segnalazioni in letteratura sono aneddotiche. La loro gestione è estremamente complessa, anche in relazione alle comorbidità dei pazienti in trattamento e alle difficoltà nella sospensione e nella sostituzione della terapia anticoagulante. Vengono discussi i rara casi riportati, con particolare riferimento alla gestione clinica dei pazienti, all’iter allegodiagnostico da seguire e alle possibili cross-reazioni.
Alessia Bianconi