Congresso Nazionale ADOI

Impatto della terapia con Baricitinib in 4 pazienti affetti da Alopecia Areata

M.C. Pisani, C. Foti, C. Mileti, F. Ambrogio

L’alopecia areata (AA) è una malattia autoimmune del follicolo pilifero che comporta una perdita di capelli transitoria, non cicatriziale e più o meno diffusa. Anche i fattori di stress psicologico sembrano essere coinvolti nell’eziopatogenesi multifattoriale, sia come possibile concausa che come conseguenza della malattia.

Infatti, è stato spesso riscontrato un impatto negativo dell’AA sulle abitudini quotidiane, sull’umore, sulla qualità del sonno, sul rendimento lavorativo e sulle relazioni interpersonali sia nei pazienti che nei caregiver. Da qualche mese è disponibile un nuovo farmaco del gruppo dei jak-inibitori, il Baricitinib, che si affianca ai trattamenti più tradizionali per l’AA.

L’obiettivo primario del nostro studio prospettico osservazionale monocentrico è stato quello di valutare l’impatto della malattia sulla qualità di vita (Quality of Life, QoL) dei pazienti e dei loro caregiver, utilizzando i punteggi PRISM, DLQI, HADS, Skindex-16, WPAI, PSQI, FDLQI e FROM-16, durante 12 settimane di trattamento con Baricitinib. Gli obiettivi secondari sono stati la valutazione dell’efficacia clinica del trattamento, utilizzando il punteggio SALT ai controlli mensili, e la valutazione della tollerabilità farmacologica.

L’analisi statistica è consistita nel calcolo della mediana, dell’IQR e del Wilcoxon signed-rank test. Lo studio ha coinvolto quattro pazienti adulti con diagnosi di Alopecia Universale per i quali il Comitato Etico ha approvato l’uso di Baricitinib. La valutazione della tollerabilità farmacologica è stata effettuata monitorando i marcatori di laboratorio: colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL, trigliceridi, FT4, TSH, GOT, GPT, creatinina, omocisteinemia, livelli di ferritina e CPK.

Dopo 12 settimane di terapia, i risultati parziali al controllo T1 hanno mostrato un miglioramento globale, sebbene non statisticamente significativo, dell’impatto negativo dell’AA su tutti i domini della QoL indagati dai test, sia nei pazienti che nei caregiver. Questo beneficio psicologico è stato osservato parallelamente a un rapido beneficio clinico, registrato da punteggi SALT pari a S2 (<50% di perdita di capelli) nel 75% del campione al T1, con una ricrescita irregolare e bilaterale di sopracciglia, ciglia, peli pubici, ascellari e della barba.

Nonostante questi risultati, un paziente non rispondeva ancora al T1. L’unica ADR riportata è stato un singolo caso di lesioni acneiche. Non sono state riscontrate differenze statisticamente significative negli indici di laboratorio.

Maria Carla Pisani

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