Infezione genitale da HPV in donne vulnerabili: lo studio DOROTHY
E. Giuliani, M. Calandra, F. Rollo, A. Latini, M. Benevolo, E. Vizza, E. Pescarmona, A. Sammali, A. Morrone, M.G. Donà
I dati sull’infezione cervicale da HPV in popolazioni femminili vulnerabili, come le donne migranti e senza fissa dimora, sono a tutt’oggi scarsi.
Queste popolazioni soffrono di un ridotto accesso ai servizi sanitari, come quelli finalizzati alla prevenzione del carcinoma cervicale, la neoplasia HPV-associata con la più elevata incidenza a livello mondiale.
Lo studio DOROTHY mira ad acquisire informazioni sull’epidemiologia dell’infezione cervicale da HPV in donne fragili, indagandone la prevalenza e i predittori. Inoltre, ha l’obiettivo di valutare il livello di conoscenza sull’HPV e sulla vaccinazione profilattica.
Le donne sono state arruolate nell’Ambulatorio “Madre della Misericordia” presso il colonnato di Piazza San Pietro e nel centro per persone senza fissa dimora situato nella stazione Termini di Roma (Binario95).
Le donne partecipanti vengono sottoposte a: i) colloquio finalizzato alla raccolta di dati socio-demografici, antropologici e anamnestici, ii) visita ginecologica con prelievo del campione cervico-vaginale in PreservCyt (Hologic). Il test HPV ad alto rischio viene eseguito utilizzando il saggio Xpert-HPV (Cepheid).
Tra aprile 2022 e giugno 2023 sono state arruolate 111 donne (età media: 43 anni, range 18-71). Sette donne erano italiane (6.3%).
Le rimanenti provenivano da altri paesi europei (29, 26.1%) o extraeuropei (75, 67.6%).
Per le donne arruolate è stata calcolata una mediana di 3 partner sessuali nel corso della vita. Delle 106 donne che hanno acconsentito al campionamento cervico-vaginale, 16 (15.1%) erano positive all’HPV ad alto rischio.
Delle 105 che hanno risposto al questionario, 62 (59.0%) avevano sentito parlare di HPV, di cui 47 (75.8%) sapevano che l’infezione si trasmette sessualmente e 30 (48.4%) sapevano che l’HPV può causare il cancro.
Tuttavia, solo 17 donne su 105 (16.2%) riferivano di aver sentito parlare del vaccino HPV.
Una volta informate della disponibilità della vaccinazione, 44 donne (42.0%) dichiaravano di essere disposte a vaccinarsi.
Tra le donne arruolate nello studio, la prevalenza dell’infezione cervico-vaginale da HPV ad alto rischio sembra più alta che tra le donne italiane, sebbene sia necessaria una più ampia dimensione del campione per ottenere stime affidabili.
Lo studio DOROTHY dimostra come sia possibile intraprendere azioni efficaci per la tutela della salute delle donne vulnerabili.
Eugenia Giuliani