Lichen planus pigmentosus inversus: descrizione di un caso clinico
F. M. Gavazzoni, F. Patta, I. Girolami, C. Nobile
Si presenta il caso clinico di un paziente di sesso maschile, di anni 52, giunto alla nostra osservazione per la presenza da circa due mesi alle pieghe sottomammarie, addominali, ascellari, inguinali e antecubitali di chiazze ovalari confluenti, di colorito bruno-grigiastro, asintomatiche.
Il paziente era stato precedentemente trattato con topici antimicotici e corticosteroidei, senza alcun beneficio.
Si procedeva alla esecuzione di un tampone cutaneo per ricerca di batteri e miceti, risultato negativo.
A seguito della esecuzione di una biopsia cutanea, l’esame istologico evidenziava ipercheratosi compatta e ipergranulosi come da fenomeni di grattamento, aspetti di danno dell’interfaccia con vacuolizzazione basale, diffusa incontinenza del pigmento e sparsi cheratinociti discheratosici basali e con moderato infiltrato infiammatorio cronico perivascolare ed interstiziale superficiale, in parte anche con disposizione a banda.
Sulla base del quadro clinico e istologico, veniva posta diagnosi di lichen planus pigmentosus inversus (LPPI).
Il LPPI è una rara variante del lichen planus pigmentosus, tendente a presentarsi con macule, papule e placche grigio-brunastre paucisintomatiche localizzate alle pieghe.
Colpisce prevalentemente adulti caucasici nelle aree non fotoesposte, a differenza del lichen planus pigmentosus, che colpisce maggiormente soggetti di fototipo III e IV in aree fotoesposte.
Le lesioni sono solitamente refrattarie alle terapie proposte, quali topici e sistemici corticosteroidei o fototerapia. Nel nostro caso, il paziente è stato trattato con tacrolimus 0.1%.
Fabio Massimo Gavazzoni