Microscopia ad alta risoluzione: dalla diagnosi preclinica alle potenziali applicazioni in ambito dermatologico
C. Rovati, M. Venturini, P.G. Calzavara Pinton
La microscopia a due fotoni, appartenente alle tecniche di microscopia a multifotone che si basano su fenomeni di assorbimento non lineare da parte delle molecole fluorescenti del campione, possiede numerosi vantaggi rispetto alle tecniche di microscopia tradizionale e alle metodiche ad oggi in uso per la valutazione istopatologica della cute, ovvero microscopia ottica e immunoistochimica, tra cui l’elevata risoluzione spaziale, la riduzione dei fenomeni di diffusione e fotodecadimento del campione e la possibilità di sfruttare le interazioni di ordine superiore al primo tra luce e componenti tissutali, tra cui la generazione di seconda armonica per visualizzare molecole a struttura non-centrosimmetrica, ad esempio il collagene, senza necessità di marcatura con sonde esogene.
Un altro importante vantaggio è costituito dalla possibilità di eccitare fluorofori con radiazioni di lunghezze d’onda spettralmente molto lontane l’una dall’altra e di separare i segnali provenienti da differenti molecole tramite l’impiego di filtri ottici in rivelazione.
Chiara Rovati