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Pemfigo volgare insorto dopo la seconda dose di mRNA-(Pfizer-BioNTech) Vaccino COVID-19

G. Licata, M. Frazzitta, N. Pardo, D. Rizzo, L. Zichichi

Il pemfigo volgare (PV) e il pemfigo foliaceo (PF) sono un raro gruppo di malattie immuno-bollose caratterizzate da elevati livelli di morbilità e mortalità.

Analogamente ad altre patologie autoimmuni, il PV è strettamente correlato alla risposta del sistema immunitario, la quale è influenzata da diversi fattori tra cui: polimorfismo genico, storia familiare positiva per altre malattie autoimmuni, sesso, etnia, fattori ambientali.

Sono noti numerosi trigger quali: farmaci, gravidanza, episodi infettivi, nutrienti e/o micronutrienti e vaccini, i quali possono essere implicati nell’eziologia delle malattie autoimmuni.

Presentiamo un caso di PV in una donna di 83 anni, affetta da diabete mellito e ipertensione arteriosa, in cui la malattia si è sviluppata dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino mRNA-Pfizer-BioNTech contro il covid-19.

All’esame obiettivo si rilevavano placche erosive che interessavano all’incirca il 40% della superfice corporea, inoltre era presente anche interessamento mucoso.

La paziente presentava delle scadenti condizioni generali a causa della linfopenia e della progressiva anemizzazione.

Veniva trattata con corticosteroidi ad elevati dosaggi ma presentava almeno inizialmente cortico-resistenza. Il verificarsi di malattie autoimmuni, dopo episodi infettivi o dopo la somministrazione di vaccini, è un evento noto.

Dopo l’introduzione dei vaccini Sars-COV-2, diversi casi di dermatosi bollose autoimmuni di nuova insorgenza sono stati pubblicati.

Per quanto riguarda il PV, solo sei casi sono stati riportati in letteratura. Il PV è comparso dopo la prima, la seconda o la terza dose del vaccino con un ritardo che va dai 5 ai 30 giorni, e in tutti pazienti il vaccino utilizzato era mRNA-Pfizer-BioNTech.

L’esatto meccanismo con cui questo vaccino può innescare PV non è ben compreso.

Sembra che, in pazienti con predisposizione genetica, la risposta infiammatoria indotta dal vaccino così come la somiglianza antigenica tra i componenti del vaccino e alcuni componenti della pelle possono spiegare il collegamento tra questi due fenomeni.

Gaetano Licata

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