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Congresso Nazionale ADOI

Prospettive di trattamento nelle porfirie

L. Barbieri

Le porfirie possono essere classificate in eritropoietiche ed epatiche, in funzione della sede prevalente di espressione del difetto enzimatico.

Le forme epatiche, a loro volta, possono ulteriormente essere suddivise in acute o inducibili e non acute (non inducibili) tenendo conto del quadro clinico.

Le porfirie acute o inducibili, si caratterizzano per la possibilità di andare incontro a crisi acute, che, a loro volta, presentano sintomatologia neurologica, che può essere l’unica presente (deficit di ALA-deidrasi, porfiria acuta intermittente) o accompagnarsi ad una sintomatologia cutanea (porfiria variegata, coproporfiria ereditaria).

La sintomatologia cutanea è invece sempre presente nelle porfirie non acute e in quelle eritropoietiche, dove, invece, manca l’interessamento neurologico. I segni e i sintomi cutanei variano a seconda del tipo di porfiria e interessano prevalentemente le sedi fotoesposte.

Variano da ipertricosi temporo-malare, senescenza cutanea precoce, bolle, erosioni e croste, formazione di milia, come nella porfiria cutanea tarda (la forma più frequente di porfiria epatica non acuta) a eritema, edema e intenso bruciore insorgenti poco dopo una fotoesposizione, come avviene nella protoporfiria eritropoietica.

Verranno discussi alcuni aspetti inerenti nuove terapie già in uso e altre ancora in fase di sperimentazione come nella protoporfiria eritropoietica.

Luca Barbieri

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