Un rapido miglioramento della psoriasi pustolosa generalizzata indotto da risankizumab
M. May Lee, C. Fantini, E. Mori, C. Feliciani, F. Satolli
La psoriasi pustolosa è una forma di psoriasi rara e difficile da trattare, caratterizzata da pustole sterili che si sviluppano su un fondo eritematoso.
Vengono descritte tre varianti: la psoriasi pustolosa palmoplantare (PPP), limitata ai palmi delle mani e alle piante dei piedi, l’acrodermatite continua di Hallopeau (ACH), che colpisce le zone acrali delle mani e dei piedi, e la forma più grave: la psoriasi pustolosa generalizzata (GPP), in cui le pustole hanno una distribuzione più ampia e possono confluire in laghi di pus, spesso accompagnati da sintomi sistemici gravi.
Il caso presentato riguarda una paziente di 42 anni fumatrice affetta da GPP che ha presentato un rapido miglioramento con il farmaco anti-interleuchina-23 risankizumab. Precedenti terapie con ciclosporina, metotrexate, PUVA e acitretina avevano tutte fallito.
Risankizumab è stato scelto in quanto inibisce l’IL-23, che è sovra espressa nella GPP, interferendo così con l’attivazione dei linfociti T e inibendo l’espressione di citochine pro-infiammatorie come l’IL-17.
Dopo sole 4 settimane di trattamento, si è osservato un miglioramento significativo della paziente, passando da un GPPGA (Generalized Pustular Psoriasis Physician Global Assessment) iniziale di 3 ad un punteggio di 1.
Risankizumab si è dimostrato efficace anche come terapia di mantenimento, mantenendo la remissione clinica della paziente fino a 9 mesi dopo l’inizio della terapia (ultimo follow-up disponibile).
I dati sulla terapia per la GPP sono limitati a causa della rarità e dell’eterogeneità della malattia. Le terapie proposte sono corticosteroidi, fototerapia, terapie sistemiche come la ciclosporina, l’acitretina, il metotrexato o l’apremilast e le terapie biologiche.
La nostra esperienza supporta l’uso di risankizumab come opzione terapeutica per la GPP e suggerisce che i farmaci anti-IL-23 potrebbero essere utili anche come terapia di mantenimento dopo il trattamento della fase acuta con il nuovo farmaco biologico anti-IL-36 in via di approvazione spesolimab.
Marco May Lee