Evento avverso immuno-correlato da anticorpo monoclonale anti PD-1: un caso di psoriasi rupioide in paziente in trattamento con pembrolizumab per carcinoma polmonare
P. Miceli, L. Miccio
Gli inibitori dei check point immunitari sono sempre più utilizzati nel trattamento di varie neoplasie. A causa di questi farmaci si possono verificare potenziali eventi avversi immuno-correlati, in particolare mediati dall’attivazione delle cellule T.
Vari quadri dermatologici, quali rash maculopapulare ( eczema-like), prurito, reazioni lichenoidi e chiazze ipopigmentate simili alla vitiligine, possono essere scatenati o esacerbati da questi trattamenti.
Tali farmaci possono anche provocare effetti avversi potenzialmente letali come la sindrome di Stevens-Johnson, la pustolosi esantematica acuta generalizzata e la reazione al farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici.
Tra i più noti abbiamo gli inibitori del sistema PD-1, che agiscono consentendo il riemergere delle risposte delle cellule T verso i neoantigeni tumorali.
Per contro, innescano malattie infiammatorie della pelle mediate dalle cellule T sia de novo, sia esacerbando condizioni infiammatorie già esistenti.
Queste manifestazioni possono essere associate a una maggiore reattività contro il tessuto normale che porta a un’esacerbazione della psoriasi o di altre malattie mediate dalle cellule T.
Si riporta il caso di un paziente che manifesta un’improvvisa eruzione psoriasica dopo l’inizio del trattamento con pembrolizumab per una neoplasia polmonare.
Paola Miceli