Reazione cheratosis pilaris-like secondaria ad imatinib. Possibile correlazione?
F. Ambrogio, M. Poli, N. Cassano, C. Foti
Uomo di 80 anni senza storia personale di atopia giunge alla nostra attenzione per una eruzione non pruriginosa iniziata a livello dello scalpo e successivamente diffusasi a volto e arti. Ne riferiva l’insorgenza circa un mese dopo aver iniziato ad assumere Imatinib, per una recente diagnosi di Leucemia Mieloide Cronica (LMC). All’esame obiettivo presentava papule follicolari ipercheratosiche diffuse su scalpo, volto, arti superiori ed inferiori. Il paziente assumeva solo Clopidogrel e Imatinib, da circa un mese. Alla biopsia, veniva confermata la presenza di ipercheratosi a livello del follicolo pilifero ed infiltrato infiammatorio linfocitario e monocitario.
Il paziente ha quindi sospeso temporaneamente l’assunzione di Imatinib, con successiva regressione del quadro clinico. Poiché i rischi superavano i benefici, ha poi ricominciato a riassumere il farmaco, con la successiva ricomparsa della dermatite. Reazioni avverse cutanee da Imatinib sono comuni (7-89%) e includono dermatiti non specificate (33,9%), prurito (7,3%) e altro. In letteratura non sono segnalate reazioni cheratosi pilare-like da Imatinib ma sono presenti numerose segnalazioni di una reazione simile post assunzione di Nilotinib e Dasatinib, che sono farmaci utilizzati come seconda linea nel trattamento della LMC.
In questi casi, la patogenesi del rash è attribuita al loro meccanismo d’azione: sono potenti inibitori di bcr-abl (più potenti dell’Imatinib), ma agiscono anche verso numerose altre chinasi coinvolte nella differenziazione e nella proliferazione cellulare che sono presenti anche a livello cutaneo e che quindi possono avere un ruolo nell’insorgenza della cheratosi pilare.
Francesca Ambrogio