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Congresso Nazionale ADOI

Reazioni avverse ai farmaci biologici nel trattamento della psoriasi: uno studio retrospettivo osservazionale

Reazioni avverse ai farmaci biologici nel trattamento della psoriasi: uno studio retrospettivo osservazionale

Daniela SCIDA1, Maria Elisabetta GRECO2, Ilenia PAPASIDERO1, Vito De FILIPPIS1, Gabriella De MARCO3, Ganiyat Adenike ODEBANJO4, Francesca Romana PARISELLA5, Fabiola LUZI6 and Antonella TAMMARO1

Introduzione

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica, immuno-mediata. L’avvento delle terapie biologiche ha rivoluzionato il panorama dei trattamenti per la psoriasi moderata e grave. Le possibili reazioni avverse associate a questi trattamenti rimangono aree interessanti di indagine.

Questo studio si propone di valutare il profilo di sicurezza delle terapie biologiche nei pazienti con psoriasi moderata-grave, identificando le reazioni avverse più comuni, valutandone l’incidenza ed esplorando i potenziali predittori degli eventi avversi e degli esiti del trattamento.

Materiali e metodi

L’analisi è stata condotta su 136 pazienti adulti con psoriasi da moderata a grave e/o artrite psoriasica che hanno ricevuto una terapia biologica in un anno.

Sono stati raccolti dati su caratteristiche demografiche, anamnesi, trattamenti precedenti, gravità della malattia, dettagli della terapia biologica, passaggio a un altro farmaco biologico ed eventi avversi. L’efficacia è stata valutata in base alle valutazioni cliniche e agli esiti riferiti dai pazienti. Gli eventi avversi sono stati classificati per tipo, gravità, sesso, età e farmaco biologico assunto.

Risultati

E’ emerso che il 48% dei pazienti ha sviluppato reazioni avverse, per lo più lievi, e le reazioni avverse più comuni includevano reazioni al sito di iniezione, infezioni del tratto respiratorio superiore, artralgie/mialgie, cefalea e infezioni. Le reazioni avverse gravi sono state rare, ma hanno incluso neoplasie (4 casi) e infezioni gravi (2 casi).

Conclusioni

I risultati di questo studio confermano l’efficacia dei farmaci biologici e sono rassicuranti per quanto riguarda il profilo di sicurezza. Essi mostrano una scarsa preoccupazione per le infezioni gravi o il rischio di neoplasie, a condizione che vengano eseguite le necessarie procedure di screening sia prima che durante il trattamento.

A causa dei limiti del nostro studio, l’analisi dei dati stimola ulteriori indagini riguardo alla possibile comparsa di reazioni avverse. Sono necessari studi prospettici con coorti più ampie e periodi di follow-up più lunghi per chiarire ulteriormente la sicurezza e l’efficacia a lungo termine dei trattamenti biologici nella psoriasi.

Maria Elisabetta Greco

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