Utilizzo di ivermectina topica per il trattamento della scabbia permetrina-resistente
L. Gnesotto, M. Cutrone, C. Mazzatenta, A. Bassi, V. Piccolo, A. Sechi
Una bambina di due anni si presenta con multiple lesioni papulo-nodulari eritematose a livello delle pieghe ascellari e palmi delle mani.
Alla dermoscopia si apprezzavano multipli cunicoli, suggestivi di scabbia.
La paziente è stata dunque inizialmente trattata con permetrina crema al 5% per due giorni consecutivi, ripetendo due applicazioni la settimana seguente, con iniziale beneficio seguito da una rapida recidiva.
Di conseguenza, è stato prescritta una terapia con benzoato di benzile 25%, secondo uno schema di tre applicazioni al giorno, ripetute dopo una settimana.
Durante la visita di follow-up ad un mese dal trattamento, la paziente presentava ancora prurito diffuso, e multipli cunicoli a livello del cuoio capelluto.
Dato il peso inferiore ai 15kg, abbiamo deciso di somministrare off-label l’ivermectina in crema 1% 30gr mescolata con crema base 60gr, applicata una volta alla settimana per due settimane consecutive.
Il miglioramento clinico è stato evidente subito dopo la prima applicazione, con remissione completa delle lesioni del cuoio capelluto e assenza di recidiva nei tre mesi successivi al trattamento.
La crema a base di permetrina al 5% rappresenta la terapia di prima linea per il trattamento della scabbia.
Le alternative terapeutiche per pazienti pediatrici sono costituite dal benzoato di benzile in crema al 25%, preparati a base di zolfo e formulazioni topiche contenenti crotamitone al 10% , che possono causare irritazione o tossicità sistemica.
L’uso di ivermectina orale è indicato alla posologia di 200microgr/kg e per pazienti con peso >15 kg.
In caso di fallimento terapeutico delle terapie convenzionali è importante considerare la resistenza ai farmaci o il coinvolgimento di sedi “insolite” come l’area periunguale o il cuoio capelluto.
Sebbene ci siano studi limitati sulla sicurezza e l’efficacia dell’ivermectina topica 1% crema per la scabbia classica negli adulti, il successo terapeutico di questa applicazione è stato già riportato in alcuni neonati.
Laura Gnesotto