Sfide diagnostiche nella mucosite da Mycoplasma Pneumoniae: un’entità muco-cutanea recentemente riconosciuta
N. Fantini, M. Di Pietro, G. Weissmann
Mycoplasma pneumoniae è uno delle cause predominanti di polmonite acquisita in comunità, particolarmente frequente nei bambini e nei giovani adulti, ed è spesso associato anche a manifestazioni extra-polmonari, ivi comprese eruzioni muco-cutanee.
Storicamente, tali eruzioni sono state classificate come forme atipiche della sindrome di Stevens-Johnson (SJS) o dell’Eritema Multiforme (EM). Tuttavia, studi recenti hanno delineato la Mycoplasma Pneumoaniae-induced Rash and Mucositis (MIRM) come un’entità clinica distinta con criteri diagnostici, caratteristiche cliniche e protocolli terapeutici propri.
Questo articolo vuole presentare due casi pediatrici in cui la MIRM si è manifestata principalmente come quadro di mucosite severa, apparsa in seguito a infezione delle vie respiratorie. Entrambi i casi sono stati in un primo momento erroneamente diagnosticati come forma di Eritema Multiforme Atipico, ma, successivamente, sono stati identificati con precisione come MIRM, tenendo conto della presentazione clinica e dei risultati laboratoristici, inclusa una sierologia positiva per M. Pneumoniae.
Il primo paziente è un bambino di 12 anni, che ha manifestato stomatite e rash maculo-papulare cutaneo; il secondo è un ragazzo di 13 anni che ha presentato lesioni orali e congiuntivite, in assenza di coinvolgimento cutaneo.
Entrambi i pazienti hanno risposto bene al trattamento, costituito da terapia antibiotica, di supporto e sintomatica, arrivando fino a completa guarigione, che non ha lasciato sequele nel lungo termine. La MIRM è caratterizzata da mucosite più lieve, coinvolgimento cutaneo limitato e decorso complessivamente più benigno rispetto alla Sindrome di Stevens-Johnson.
È pertanto fondamentale riconoscere correttamente questa entità clinica per evitare interventi non necessari associati ad una diagnosi errata, come SJS o EM. L’identificazione precoce della MIRM può, da un lato, migliorare gli esiti per i pazienti e, dall’altro, contribuire a migliorare la comprensione della sua gestione.
Nicole Fantini