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Sicurezza ed efficacia di Risankizumab nei pazienti psoriasici con tubercolosi latente: studio multicentrico “real world”

Sicurezza ed efficacia di Risankizumab nei pazienti psoriasici con tubercolosi latente: studio multicentrico “real world”

Luigi LIGRONE,1Annunziata RAIMONDO 1, Luisa DI COSTANZO1, Paolo AMERIO2, Anna BALATO3, Francesco CUSANO4, Maria Concetta FARGNOLI5, Claudio GUARNERI6, Matteo MEGNA8, Maria Letizia MUSUMECI9, Rosa Valentina PUCA10, Maria Teresa UZZAUTO11, Serena LEMBO 1

I test di screening per l’identificazione di un’infezione latente da Mycobacterium tuberculosis (LTBI) rappresentano, nella pratica clinica, un esame di routine per i pazienti con forme moderate-gravi di psoriasi candidati a terapia con farmaci biotecnologici, al fine di ridurre il rischio di riattivazione tubercolare farmaco-indotta e, se necessario, per intraprendere un regime terapeutico di profilassi.

Tuttavia, la profilassi anti-tubercolare non è sempre attuabile nei pazienti psoriasici specie se con comorbidità di rilievo per le quali risultano già sottoposti a politerapia, e pertanto, esposti a maggior rischio di interazioni farmacologiche o di eventi avversi talvolta irreversibili.

L’utilizzo dei più recenti farmaci biologici anti-interleuchina (IL), quali anti-IL-23, ha posto in dubbio la necessità di un’eventuale profilassi per i pazienti Quantiferon-TB Gold (QFT) positivi, dati i numerosi trials clinici che mostrano tassi di sieroconversione o riattivazione di tubercolosi attiva (aTB) significativamente inferiori rispetto ai farmaci biologici anti-TNFalpha.

Scopo del nostro studio osservazionale multicentrico è stato valutare, in real-life, il tasso di riattivazione di malattia tubercolare in corso di terapia biologica con Risankizumab in pazienti psoriasici con LTBI e controindicazioni alla terapia profilattica anti-tubercolare.

Luigi Ligrone

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