Sub-amputazione auricolare per carcinoma baso-squamoso
M. Aouadi, S. Gerosa, M. M. Dominici, C. Feliciani
Presentiamo il caso di un uomo di 84 anni, con anamnesi di trauma lacero-contuso occorso durante incidente di giardinaggio con riferita successiva comparsa di lesione ulcerata essudativa a carico del padiglione auricolare destro. Il paziente è stato seguito per diversi anni presso altre unità operative per il trattamento medico del quadro clinico, inquadrato nel contesto di un processo infiammatorio cronico su base infettiva. Ha pertanto effettuato nel corso del tempo numerosi esami microbiologici con esiti non dirimenti, terapie antibiotiche sistemiche e medicazioni avanzate della ferita, senza beneficio.
A causa del protrarsi delle tempistiche di guarigione, è stata richiesta una valutazione clinica presso la nostra U.O. di Dermatologia, che, obiettivando estesa lesione ulcerata, crostosa, con bordi mal definiti e vascolarizzazione polimorfa ha indicato l’esecuzione di una biopsia cutanea, nel sospetto di un’eziologia neoplastica alla base della mancata risoluzione del quadro clinico.
Risultati
L’esame istologico ha dato esito di carcinoma Baso-Squamoso ulcerato. Con il corretto inquadramento della lesione, si è quindi potuto procedere alla radicalizzazione della neoplasia mediante asportazione della estesa porzione di padiglione auricolare coinvolta. A causa delle dimensioni del carcinoma e dell’istologia della lesione si è optato per una asportazione completa della porzione dell’orecchio interessata dal processo neoplastico. L’istotipo della neoplasia in oggetto, considerato di maggiore aggressività rispetto al basalioma a basso rischio, determina infatti la necessità di un’asportazione locale ampia.
Conclusioni
Il caso in oggetto sottolinea l’importanza di un adeguato inquadramento diagnostico, in particolare nell’ambito delle lesioni ulcerate di sedi chirurgicamente difficili in cui il trattamento chirurgico precoce permette di evitare interventi chirurgici demolitivi con esiti che condizionano la qualità di vita del paziente.
Aouadi Mohamed