L’impatto delle terapie immunosoppressive e di altri fattori nell’incidenza dei non-melanoma skin cancer nei pazienti trapiantati: un’analisi retrospettiva monocentrica di 30 anni
Corrado Zengarini, Vittoria Tagnin, Andrea Filippini, Martina Mussi, Silvia Robuffo, Bianca Maria Piraccini, Alessandro Pileri, Marco Pignatti
Questo studio retrospettivo osservazionale è stato condotto per valutare l’incidenza dei tumori della pelle non-melanocitari(NMSC) nei pazienti trapiantati, in un periodo di 30 anni. Sono stati esaminati i dati di 901 pazienti sottoposti a diversi tipi di trapianto, presso un unico centro specializzato.
La popolazione studiata includeva pazienti sottoposti a trapianto di cuore, rene, fegato, polmone e trapianti combinati.
I pazienti sono stati suddivisi in gruppi in base al tipo di trapianto e alla terapia immunosoppressiva ricevuta. I dati sono stati raccolti e analizzati utilizzando tabelle di contingenza, test del chi-quadrato e analisi di regressione per identificare le correlazioni tra le variabili.
I risultati hanno mostrato che l’incidenza dei NMSC variava significativamente tra i diversi tipi di trapianto.
Tuttavia, non è stata trovata una correlazione significativa tra la triplice terapia immunosoppressiva e l’aumento dell’incidenza dei NMSC. L’età dei pazienti al momento del trapianto e la durata dell’immunosoppressione sono risultati essere fattori influenti. In particolare, una maggiore durata della terapia immunosoppressiva e un’età più avanzata al momento del trapianto erano associati a un rischio aumentato di sviluppo di NMSC.
Le curve di sopravvivenza, anche quando stratificate per tipo di tumore (carcinoma a cellule basali, carcinoma a cellule squamose e combinazione di entrambi) hanno sottolineato queste associazioni.
In conclusione, lo studio mostra l’importanza di monitorare attentamente i pazienti trapiantati per la comparsa di NMSC, concentrandosi in particolare sulla durata della terapia immunosoppressiva e sull’età del paziente al momento del trapianto.
Sulla base di quanto detto, la gestione delle terapie immunosoppressive deve ovviamente sempre essere ottimizzata al fine di bilanciare il rischio di rigetto del trapianto ma tenere a mente il rischio cumulativo dello sviluppo di NMSC
Corrado Zengarini