Tossicità cutanea da terapia con cellule CAR-T: case report di una grave reazione bollosa
M. Valenti
La terapia con recettori chimerici dell’antigene (CAR) ha dimostrato un’attività eccezionale contro diversi tumori maligni a cellule B. In particolare, la terapia con cellule CAR-T ha cambiato radicalmente le modalità di trattamento dei pazienti con neoplasie ematologiche recidivate/refrattarie.
Il recettore chimerico dell’antigene è una proteina di fusione ingegnerizzata che consente alle cellule T autologhe di riconoscere antigeni mirati di interesse, come il CD19, con la potenzialità di indurre la remissione di malattie refrattarie, recidivate e precedentemente incurabili. Sebbene gli studi clinici sulle cellule CAR T abbiano mostrato risultati positivi, sono possibili gravi tossicità che possono essere pericolose per la vita.
La tossicità grave più comune è la sindrome da rilascio di citochine (CRS), una risposta infiammatoria sistemica guidata da molteplici citochine prodotte dalle cellule T CAR e da altre cellule immunitarie. Man mano che la terapia con cellule CAR T viene applicata in modo più esteso, vengono identificate nuove reazioni tossiche che possono potenzialmente colpire qualsiasi organo o sistema.
Per quanto concerne l’ambito cutaneo, reazioni derivanti dalla terapia con cellule CAR T sono state solo occasionalmente riportate. Presentiamo il caso di una severa reazione cutanea bollosa in un paziente maschio di 63 anni, verificatasi dopo l’infusione di cellule CAR T per recidiva di linfoma non-Hodgkin a cellule mantellari in stadio IV in seguito a trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (allo-HSCT).
Visto il diffondersi di queste terapie in vari ambiti onco-ematologici, riteniamo importante condividere la nostra esperienza per evidenziare potenziali eventi cutanei gravi al fine di aiutare i colleghi per una diagnosi precoce ed eventuali interventi tempestivi.
Mario Valenti