Congresso Nazionale ADOI

Tossicità cutanee in corso di immunoterapia: un caso di cheratosi follicolare indotta da durvalumab

E.S. Caroppo, N. Malatest, G, Metro, A. Sidoni, L. Stingeni

Un paziente di 56 anni è giunto alla nostra osservazione nel mese di febbraio 2023 per comparsa, da circa un mese, di dermatite pruriginosa in elementi micropapulosi-cheratosici, follicolari, di vertice, tronco e arti. Il paziente era in trattamento immunoterapico con durvalumab da circa 6 mesi per carcinoma polmonare metastatico.

L’esame istologico da biopsia cutanea ha evidenziato “dermatite cronica dell’interfaccia associata ad ipercheratosi estesa anche agli osti follicolari”. Sulla base dei dati clinici e istopatologici è stata posta diagnosi di cheratosi follicolare iatrogena.

Durvalumab è un anticorpo monoclonale umano diretto contro PD-L1, che blocca l’interazione tra PD-L1 e CD80, contrastando i meccanismi di immunoevasione messi in atto dal tumore e consentendo la riattivazione del sistema immunitario.

Attualmente il suo impiego è approvato per il carcinoma a piccole cellule del polmone (SCLC) in stadio esteso, nei tumori del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio III non resecabili, nei carcinomi delle vie biliari non resecabili o metastatici e nei carcinomi epatocellulari avanzati o non resecabili.

Tra gli effetti collaterali i più frequenti sono rappresentati dalle tossicità cutanee (>30% dei pazienti li manifestano): in letteratura sono riportati diversi casi di eruzioni cutanee (più comunemente di tipo maculopapulare, lichenoide o psoriasiforme), pemfigoide bolloso farmaco-indotto, vasculiti, alopecia areata e vitiligine.

Più rare manifestazioni come sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica. In precedenza, invece, nessun caso di cheratosi follicolare da immunoterapici è stato descritto in letteratura.

Elena Sofia Caroppo

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