Una famiglia speciale…e multifocale
F. Di Cioccio, F. Cencetti, L. Bianchi, K. Hansel, L. Stingeni
Presentiamo il caso della famiglia R., in cui ogni membro, ad eccezione della madre, ha ricevuto una diagnosi di melanoma.
Nel 2011, all’età di 49 anni, il padre presenta la prima diagnosi di melanoma, seguita negli anni successivi da altre cinque diagnosi, ciascuna in anni diversi, con presenza di metastasi linfonodali positive successivamente trattate chirurgicamente.
Nel 2014, viene diagnosticato il primo melanoma al figlio maggiore di allora 24 anni, a cui ne succedono altri quattro in anni differenti.
Nel 2020, la secondogenita riceve la prima diagnosi di melanoma, all’età di 25 anni, seguita da una seconda.
Infine, la terza figlia, di allora 24 anni, presenta la prima diagnosi di melanoma nel 2021 e una successiva nel 2024.
Data l’elevata incidenza di melanoma nella stessa famiglia, è stata ipotizzata una diagnosi di Melanoma Familiare, facendoci propendere verso la mutazione germinale più frequente del gene CDKN2A.
Tuttavia, gli approfondimenti genetici hanno rivelato la presenza di una rara mutazione, non documentata in letteratura, del gene CDK4 (c.71G>T, p.Arg24Leu) in eterozigosi in tutti i soggetti studiati. Questa mutazione, alla base del Melanoma Familiare, inibisce il legame di p16, determinando la fosforilazione di RB e la progressione del ciclo cellulare.
La stessa risulta associata anche ad altre patologie tumorali come il carcinoma a cellule squamose non melanoma (NMSC), il carcinoma mammario, il carcinoma della cervice, dell’ovaio e dello stomaco.
La famiglia è ancora seguita dal nostro centro ed è sottoposta a visite dermatologiche ogni 3-6 mesi. Inoltre, viene effettuato un follow-up delle lesioni atipiche tramite epiluminescenza digitale e altri esami strumentali come l’ecografia dell’addome, dei linfonodi e delle cicatrici chirurgiche, oltre a visite oculistiche annuali.
Flavia Di Cioccio