Valutazione Dermoscopica e Gestione del Tricoepitelioma Solitario: Flow-Chart Diagnostico-Terapeutica
Antonio Di Guardo, Luca Guarino, Lucia Finistauri Guacci, Giovanni Pellacani, Carmen Cantisani
Il tricoepitelioma (TE) è un raro tumore cutaneo benigno che ha origine dalla matrice del follicolo pilifero. Si presenta solitamente come papule solitarie o multiple a livello del viso.
La diagnosi differenziale con il carcinoma basocellulare (BCC) è complessa sia clinicamente che dermoscopicamente. Longo et al. hanno analizzato 120 casi di TE, classificandoli, sulla base dei criteri dermoscopici, in tre categorie: TE “facile” da diagnosticare (caratterizzato da aree colore bianco “avorio”, piccoli vasi non a fuoco, aree structureless grigio-bluastre e teleangectasie fini, localizzato prevalentemente sul viso); “intermedio” da diagnosticare (simile al “facile” ma senza predilezione per la sede corporea e presenza di vasi arborizzanti); e “difficile” da diagnosticare (senza pattern specifici ed è somigliante al BCC con vasi arborizzanti e strutture pigmentate).
Viene qui presentato un caso di TE di difficile diagnosi clinica e dermoscopica. Infine, viene proposto un approccio diagnostico-terapeutico per lesioni clinicamente e dermoscopicamente sospette per TE solitario sulla base della classificazione dermoscopica presentata da Longo et al.
Una donna di 54 anni con anamnesi personale e/o familiare negativa per neoplasie cutanee si presentava per una papula pigmentata traslucida, cupoliforme, nel solco naso-giugale destro, insorta da circa 6 mesi.
Precedentemente, era stata già valutata presso altro centro, dove era stata posta una diagnosi clinica di BCC. All’esame dermoscopico, osservavamo vasi sottili a fuoco, nidi grigio-bluastri e strutture pigmentate marroni. In base alla nostra valutazione clinica e in considerazione dei pattern dermoscopici, si raccomandava biopsia escissionale con esame istologico nel sospetto di BCC. Tuttavia, l’esame istopatologico deponeva per tricoepitelioma, contraddicendo la diagnosi preoperatoria di BCC.
In considerazione della nostra esperienza, veniva elaborata una flow-chart diagnostico-terapeutica. Nel TE “facile” si dovrebbero evitare escissioni chirurgiche in aree suscettibili ad esiti esteticamente rilevanti; nel TE “intermedio” vanno considerate le diagnosi differenziali con possibilità di escissione chirurgica per lesioni a rischio; nel TE “difficile” è necessaria l’escissione chirurgica e l’esame istopatologico per la conferma diagnostica, con la possibilità di avvalersi della chirurgia di Mohs nelle aree centrofacciali.
L’approccio proposto mira a fornire una guida pratica per l’approccio diagnostico-terapeutico delle lesioni sospette per TE, con l’obiettivo di ridurre gli interventi terapeutici demolitivi, in virtù del comportamento relativamente indolente di tale neoplasia.
La dermoscopia è fondamentale per distinguere tra TE e BCC, ma spesso è necessaria una diagnosi istologica. Strumenti diagnostici non invasivi come la microscopia confocale a riflettanza (RCM) e la tomografia a coerenza ottica (OCT) potrebbero migliorare l’accuratezza diagnostica preoperatoria, consentendo strategie di gestione più conservative, particolarmente importanti nelle aree “cosmeticamente” sensibili.
Antonio Di Guardo